Aggrappato
con le unghie
all’orlo dell’Abisso
d’ogni
passato incanto
l’infausta fine
rimiravo
come
una maledizione
nei
miei occhi sgomenti
dolorosamente rimbalzava
mentre
una muta voce
parole sibilline
al mio cuore
sussurrava
fremeva
l’Etere
di morte e di tormenti
speranze
e pentimenti dell’ultimo istante
quando
l’incerta presa
venne meno
solo allora
vorticando come foglia
in un’oscurità
che
mai
sembrava potesse finire
dell’Oracolo degli Ultimi Giorni
il dire
compresi
"La notte"
diceva
"solo nei tuoi vecchi occhi
si nasconde"
"Come un naufrago
che
impetuose acque
indenne attraversi
alla rovina d’ogni cosa
che
della tua vita era la ragione
solo
ciò che in te
è vero
sopravvivrà"
"Oltre
l’urlo della Tempesta
una bianca spiaggia
attende coloro
che
a se stessi
sapranno morire"
.............................................
l'urlo della Tempesta, non sembra destinato a calare e tutto travolge dietro l’apparenza di normalità che la nostra mente sonnambula scambia per realtà. Quando sarà passata, lascerà dietro di se i resti devastati di ciò che pensavamo essere la nostra vita quotidiana, con i nostri "normali" pensieri, emozioni, azioni e se non saremo in grado di andare oltre noi stessi, non sopravvivremo alla rovina della nostra falsa personalità, della "maschera" di arroganza e paura che nasconde il nostro vero volto.
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