PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 25/08/2022
se devo pensare a lei,
la sua vera lei,
la preferisco così
finalmente domata
per stanchezza più che altro.

per prima cosa
le caddero i denti.
quella bocca vuota
non la vidi mai
riapparvero più splendidi di prima: da invidia,
ma a tavola faceva impressione
vedere all'improvviso
un cambiamento sul suo viso,
come un impercettibile stravolgimento
che la rendeva,
per quell'attimo, mostruosa.
era il terremoto dell'anima,
l'abisso che si apriva
e c'inghiottiva.
ce lo leggevamo negli occhi
eravamo a due passi dalla morte.

non per negare l'evidenza,
ma siamo gente che non sa piangersi addosso:
lei accorgendosi del mio disagio
faceva una battuta
e si rideva come pazze!
dopotutto era stata in bilico tutta la vita
e le era piaciuto, si era condannata deliberatamente,
pensando che a lei non sarebbe toccato
vedersi vecchia e con quanta presunzione
aveva pensato di essere eterna,
o se non proprio eterna
invisibile,
ecco,
invisibile,
per passare attraverso la vita, come diceva,
poi risvegliarsi stavolta fare sul serio.

se devo pensare a lei, a quella lei che era,
non posso che odiarla un pochino
perché si meritava tutto
e tutto aveva, ma sul suo trono no,
non ci sapeva stare.

-----------------------------------------

a Barbara
  • Attualmente 4.83333/5 meriti.
4,8/5 meriti (6 voti)

Grazie Nada... infatti, Beck grazie anche a te, in effetti mi deprime questo pezzo, l'ho scritto dieci anni fa forse più... Ciao!

il 25/08/2022 alle 18:43

Ah, meno male via, ti ringrazio molto, ciao

il 26/08/2022 alle 20:09

Ti ringrazio, non voglio più pensare a lei almeno per stasera... Un saluto

il 26/08/2022 alle 21:38