Si chiamava Estevania, strano nome, strana lei.
- Guarda un po', lo sai fare? - si mordeva la lingua la faceva sanguinare.
- Dai, fammi vedere tu! -
non ce la facevo, mi sentivo una vigliacca.
si mangiava anche le unghie, le pellicine, mi diceva: - forza, questo è facile, prova! -
io invece volevo cambiare banco perché neanche il suo odore potevo sopportare.
un giorno venne a scuola con una grossa novità: - mi sono venute le mestruazioni -
finalmente, pensai, sarà sazia di tanto sangue, invece qualche tempo dopo, durante l'intervallo, mi chiamò in bagno, tirò fuori di tasca una lametta.
- Fammi un taglino qui - e si tirò su la manica del grembiule.
mi disse anche che il sangue non usciva subito, potevo scappare
-Fifona che non sei altro! -
fu nell'ora di storia che la maestra si guardò intorno, chiese: - Ma Estevania? -
in quel momento entrò la bidella, senza bussare - signora Ada! La bambina in bagno... Il sangue...!
tutti si alzarono in piedi, ci fu un trambusto generale. Io rimasi seduta a pensare al mio nuovo compagno di banco...
piccole storie
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