In questi ultimi dieci anni ho visitato lo spazio senza limiti. Le stelle così brillanti da lontano, non sono altro che luoghi spettrali, dove gli scheletri che vi abitano sognano di viaggiare.
Così, dieci anni son volati, tra una fermata su Plutone e una poesia scritta solo per tirare a campare.
Nei pressi di Urano ho trovato una comunità di poeti (poetichouse) che si son affezionati a quel punto del Sistema Solare dove, dicono, potrebbe trovarsi qualche pepita d'oro.
In dieci anni una persona subisce un cambiamento, nello spazio il tempo si accorcia, è una questione di fisica: sembra che i giorni diventino ore e le ore, secondi.
Ho imparato che tutto quel che ho imparato non è poi così inconfutabile, tutto si può smontare e rimontare a piacimento, è un Lego infinito. Ed eccomi ai confini del Sistema Solare, giurerei di aver intravisto i volti della gente che ho conosciuto, sembravano scomparsi e invece...
Dal 2012 al 2022 son soltanto dieci stupidi anni, il tempo che basta per un tuffo nello spazio, dove la materia oscura potrebbe anche assumere le sembianze dei nostri sentimenti, nostalgia, gioia, speranza, compassione.
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