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Pubblicata il 12/06/2022
Il dolore per la perdita di una persona cara, col tempo evapora.

Mia madre rimase imprigionata nel suo corpo in seguito ad un'ischemia cerebrale. Gradualmente, mese dopo mese, il suo corpo si stava trasformando in una galera e con lo sguardo e il movimento degli occhi ci faceva intendere che lei stava bene. Lei era così, anche se le cose andavano male, esprimeva e infondeva coraggio ai figli.

Un giorno mi misi a pregare il Signore che la portasse fuori da quel corpo-galera e quel giorno stesso Egli esaudì la mia richiesta. Così, cominciai a sentirmi in colpa.

Quando, in una fredda stanza di Pronto Soccorso, esalò l'ultimo respiro vidi l'immagine di una persona che evade da una prigione strettissima, la sua espressione era di felicità.

In un certo senso, in quei momenti, appresi in pieno il significato dell'anima e anche quello della pesantezza del corpo: l'amore non può costringere un'anima a restare imprigionata dentro a un corpo carceriere, a volte l'amore pecca di egoismo.

La nostra anima ha bisogno di sentirsi libera, e anche la morte si piega al suo bisogno essenziale, facendola volteggiare sopra gli oceani e dentro ai nostri ricordi.
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L’atteggiamento che abbiamo nei confronti della morte e ciò in cui crediamo influenzano il nostro modo di vivere. Mi piace l'idea di un“continuum” in cui la vita non inizia con la nascita né finisce con la morte perché è un quid speciale nell'ambito del misterioso ciclo cosmico. Molto delicato il pensiero per la tua mamma e altrettanto lo è la chiusa, con quell'anima su oceani.. Ciao Vin

il 12/06/2022 alle 11:57

Condivido in pieno . Il corpo è un carcere dove l'anima è imprigionata. Grande e unico gesto d'amore in questi casi è "accompagnare" i nostri cari verso l'ultimo viaggio. Tenerezza , affetto e vicinanza addolciscono la loro pena e anche la nostra. Egoismo è ostinarsi a volerli qui.

il 12/06/2022 alle 13:00

Certi avvenimenti ti segnano, Vin, ed è naturale che tu abbia certe sensazioni e faccia determinate considerazioni, in senso generale. Significativo, quindi, tale racconto, che ci esorta a comprendere la tua personalità e formazione intelletuale. Ciao.

il 12/06/2022 alle 13:24

Peccato tu ti sia sentito in colpa e oggi, chi ha un cervello ancora sano, può decidere di farla finita; lo trovo giusto quando la vita diventa tortura e basta. Per quanto riguarda l'evasione dell'anima ne so qualcosa! ora sono felicissimo e libero ;)

il 12/06/2022 alle 14:02

Grazie a tutti per il vostro pensiero. Non ero molto sicuro di voler condividere questa pagina, però adesso penso di non aver fatto qualcosa di sbagliato.

il 12/06/2022 alle 14:37

Caro Vins, credo che molti di noi abbiano vissuto esperienze analoghe. E abbiano capito quando distante dal senso di umanità siano le posizioni di chi non ammette alcun intervento di liberazione. Sono posizioni che non mirano affatto al rispetto della persona, ma al mantenimento di una malsana idea di potere sulle coscienze altrui... ma meglio che mi fermi qui. Hai fatto bene a scrivere. Sono argomenti difficili che andrebbero trattati più spesso.

il 12/06/2022 alle 16:20

Vero argomento troppo delicato e difficile .La negazione di Interventi di liberazione , quando è la persona stessa a volerlo, ad implorarlo, io la vedo come totale assenza di umana pietà. Ho le mie contraddizioni, lo ammetto, credo nella vita come dono di Dio, ma non riesco ad accettare che non si possa essere liberi di scegliere come andarsene.

il 12/06/2022 alle 16:52

In certi casi non si può conoscere quale sia la reale volontà della persona perché non riesce a comunicare: vorrebbe vivere nonostante tutto oppure vorrebbe farla finita? C'è anche questo aspetto da considerare. Negli occhi di mia madre leggevo il desiderio di continuare a vivere, però non posso esserne sicuro.

il 12/06/2022 alle 18:50