il lavoro rende liberi
il lavoro rende liberi, dicevano ad Auschwitz
senza un volto e senza un nome
messi tutti in fila indiana, coi i piedi in mezzo al fango
e lo sguardo su nel cielo, li vedevi volteggiare tra le nuvole alla sera
il lavoro rende liberi, lo gridavano ad Auschwitz
e quel numero tatuato ti ricordava perché eri li
stai pagando non so cosa, stai pagando cosa a chi
stai pensando è tutto uno scherzo, non può essere così
il lavoro rende liberi lo scrivevano ad Auschwitz
ora quel fumo è meno denso, perché giovani non c’è ne più
eravamo in diecimila, ora mille o poco più.
non sento più dolore non so chi sei tu.
riconosco però il tuo numero.
eravamo più di mille ora sono solo a volare qua su.
sto volando tra le nuvole perché non ti vedo più.
Quel numero tatuato ora non c’è più
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