Quale zingaro dagli occhi di brace
ti condusse a me,
anima senza pace
quale sparviero dalla lingua di strega
ti forgiò parole magiche
da dirmi in dolci momenti...
vorrei dirmi: machissenefrega
di quell'enorme ammasso
di volgarità
di insulsaggini spinte
che credeva di suscitare in me
ilarità
invece ce ne volle
per aprir le zolle
e forgiare primavera...
sono stanca
passo la notte in bianco
una notte senza cerini
pensando ai tuoi pensieri
cretini
che mi vagolano per la testa
quel che resta
mentre si fa giorno.