Nell’estate del 2020
mi è capitato di rientrare nella mia scuola elementare,
ero uscito di lì trent’anni prima
e adesso stavano rinnovando e buttavano via tutto:
quaderni, libri, registri, musicassette, banchi, sedie, giocattoli. Tutto.
bisognava fare spazio ed era come se stessero buttando via anche me.
mi sono portato via un mappamondo, quella volta,
me lo ricordavo bene, luccicante e intero nel ‘90
ma adesso il blu, il verde, il marrone e il bianco stavano mollando
e il mappamondo aveva una spaccatura lunga e larga
che attraversava tutto quanto l’Oceano Pacifico,
risaliva dal Sud America fino al Canada
e poi si allargava e diventava un grosso buco nell’Atlantico.
comunque l’idea era quella di metterlo a posto,
chiudere la spaccatura lunga e larga, in qualche modo,
chiudere il grosso buco,
dimenticarmi l’effetto che il tempo esercitava su chiunque e su ogni cosa
e che avevo guardato dentro e non avevo visto niente.