La valigia dell'anima. Un po' più pesante ad ogni passo. I ricordi leggeri sono come farfalle: appena allenti le cinghie escono e ti girano tutto attorno. Quelli pesanti sono mattoni, a volte nascosti nel doppiofondo. Non escono quasi mai da soli. Vanno estratti e per farlo bisogna sporcarsi le mani. Poi, se non fa troppo male, occorrerebbe tagliare il cordone ombelicale a mente serena. Io quasi mai ci sono riuscita. La mia valigia ha già un peso insostenibile. Un giorno la apro e mi ci tuffo dentro. O annego o rinasco.
Anche la mia valigia ha un peso non indifferente ma non dobbiamo dimenticare che le valigie sono un riflesso di noi stessi, tuffarvisi dentro equivarrebbe ad entrare in uno specchio o ricongiungersi con la propria ombra: non annegare e nemmeno rinascere, sarebbe osservarsi da molto più vicino di quanto possa immaginare.
Per l'appunto. Osservarsi da molto più vicino sarebbe, per me, insostenibile. Per questo credo che annegherei. Però mi lascio la speranza di riuscire a sopravvivermi e quindi, forse, potrei davvero rinascere. Comunque, per il momento, non mi sbilancio. In questo periodo, lunghissimo, faccio sempre la cosa sbagliata, a prescindere. Attendo di avere maggior serenità e poi si vedrà. Grazie per questi scambi di vedute. E' sempre interessante avere un confronto.
Grazie a te...vorrei aggiungere soltanto che una cosa non riuscita non è necessariamente la cosa sbagliata.
Hai scritto un capolavoro, ma è proprio per questo che ribadisco che il tempo non esista! Ciao, Vincent
Grazie Sir, ho scritto solo delle semplici riflessioni. Ciao e buon mercoledì.
Vir il fardello e' quello che mio Nonno chiamava fagotto e mi diceva che nello vita diventa sempre piu' pesante dipende da noi il peso ,forse usando la vecchia filosofia riusciiamo ad alleggerirlo in mondo che tutto scorra piu' serenamente possibile ,il tempo ci e' stato imposto ma io dico sempre ognuno abbia il suo.Un Salutone