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Pubblicata il 08/02/2022
Le nostre mani sono una clessidra e il tempo è sabbia che ci sfugge dalle dita. Anche a volerlo fissare con tutta la buona volontà, esso scorre via lento e velocissimo, immobile e sgusciante.

Una volta provai un senso di disagio fortissimo nel focalizzare lo scorrere del tempo: mi vidi in questo movimento implacabile con una lucidità incredibile, senza scampo, poi continuai come sempre, come tutti, a far finta di niente.

Il tempo è un alieno che porta sul groppone un fardello. Quell'alieno sono io. Nel fardello ci stanno tante cose immaginarie, pesanti e leggere: amore e indifferenza, bellezza e pregiudizi, vestiti e città.
Occhi profondi che scrutano le nostre viscere, i nostri occhi, periscopi ingannevoli.

In un passato recente, conobbi una persona reduce da un viaggio in
India. Mi disse che ancora, dopo alcune settimane, scorrevano davanti ai suoi occhi le strisce, i colori, i ghirigori di un luogo magico: l'India era entrata dai suoi occhi, dai suoi sensi e sentiva ancora quelle musichette.

Il fardello del tempo è fatto di strisce, colori, ghirigori, musichette, luoghi esotici, promesse non mantenute, attese d'incontri fortuiti e inimmaginabili, tappeti volanti che, a montarci su, sarebbero in grado di trasportarci ovunque, ai confini del tempo dove il buio s'illumina coi granelli di sabbia che sfuggono dalle nostre dita.
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La valigia dell'anima. Un po' più pesante ad ogni passo. I ricordi leggeri sono come farfalle: appena allenti le cinghie escono e ti girano tutto attorno. Quelli pesanti sono mattoni, a volte nascosti nel doppiofondo. Non escono quasi mai da soli. Vanno estratti e per farlo bisogna sporcarsi le mani. Poi, se non fa troppo male, occorrerebbe tagliare il cordone ombelicale a mente serena. Io quasi mai ci sono riuscita. La mia valigia ha già un peso insostenibile. Un giorno la apro e mi ci tuffo dentro. O annego o rinasco.

il 08/02/2022 alle 16:58

Anche la mia valigia ha un peso non indifferente ma non dobbiamo dimenticare che le valigie sono un riflesso di noi stessi, tuffarvisi dentro equivarrebbe ad entrare in uno specchio o ricongiungersi con la propria ombra: non annegare e nemmeno rinascere, sarebbe osservarsi da molto più vicino di quanto possa immaginare.

il 08/02/2022 alle 17:30

Per l'appunto. Osservarsi da molto più vicino sarebbe, per me, insostenibile. Per questo credo che annegherei. Però mi lascio la speranza di riuscire a sopravvivermi e quindi, forse, potrei davvero rinascere. Comunque, per il momento, non mi sbilancio. In questo periodo, lunghissimo, faccio sempre la cosa sbagliata, a prescindere. Attendo di avere maggior serenità e poi si vedrà. Grazie per questi scambi di vedute. E' sempre interessante avere un confronto.

il 08/02/2022 alle 18:47

Grazie a te...vorrei aggiungere soltanto che una cosa non riuscita non è necessariamente la cosa sbagliata.

il 08/02/2022 alle 19:16

Hai scritto un capolavoro, ma è proprio per questo che ribadisco che il tempo non esista! Ciao, Vincent

il 08/02/2022 alle 22:00

Grazie Sir, ho scritto solo delle semplici riflessioni. Ciao e buon mercoledì.

il 09/02/2022 alle 08:32

Vir il fardello e' quello che mio Nonno chiamava fagotto e mi diceva che nello vita diventa sempre piu' pesante dipende da noi il peso ,forse usando la vecchia filosofia riusciiamo ad alleggerirlo in mondo che tutto scorra piu' serenamente possibile ,il tempo ci e' stato imposto ma io dico sempre ognuno abbia il suo.Un Salutone

il 09/02/2022 alle 10:48

Grazie gpaolo, un saluto a te e buona giornata.

il 09/02/2022 alle 12:48