Le mie poesie non sono che scontrini
- era già diventato obbligatorio
allora il registratore di cassa? -
attestano di te che ti ho vissuta,
che ho percorso giornate sul tuo passo.
Me le ritrovo in tasca e ti ripenso
come ci si ricorda del caffè
bevuto al bar di una celebre piazza,
del souvenir comprato in un negozio
e che s’impolvera sopra una mensola.