PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 30/01/2022
Si aprono innanzi
lunghi corridoi illuminati da luci false
e sguardi divertiti
che mi portano in bocca a te,
tra narici penzolanti
e sopra gambe secche d’acciaio.
percorro lentamente il tuo grembo,
come un verme solitario in giacca e cravatta
m’accomodo leggero e incretinito
sopra poltrone d’un cinema gremito di gente in cerca d’orgasmo
e bimbi inutilmente concepiti;
spuntano sacchetti per vomitare in solitudine
e alcuni hamburger ricoperti di formaggio svizzero.
sussurro sedici bestemmie dal finestrino
aggrappato a palpebre stanche,
m’affaccio sul tuo fianco d’obeso, bianco cadaverico,
quando intravedo seni giganteschi contorti
e spinte di partoriente, al decollo.
eccoti eretto in un amplesso volante
mentre ti lasci tutto dietro
ed io dimentico a terra una parte di me
infilando gli occhi fuori dal vetro
e le mani in tasca.
il cuore per un attimo sobbalza e pompa velocemente, è assurdo.
c’è nel mezzo del cielo una nuvola
e la tagli a metà con le tue ali possenti,
la spezzi a metà come il mio cuore.
nemmeno il vento ti farà cambiare strada
nell’immensità del cielo turchino
e nemmeno gli uragani aggiusteranno le mie ferite.
voliamo assieme nel lontano altrove
dove atterrare sarà un segno del destino
e all’arrivo ci getteranno ai piedi
i petali d’un sorriso.
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