Scure paludi e tetri alberi intorno
e nebbia come ovatta in questa valle silente
avvolge e sfuma ogni contorno
ed io,moneta in bocca per pagar Caronte
in riva allo stige aspetto,
il nòcchiero mio sul suo lento traghetto.
Nell'acqua calma entra piano il remo
del battello infame in cui mi trovo
e risuona forte nell'aria,dei corvi il richiamo,
a scuoter come frusta il mio animo schivo.
Ritta in piedi se ne sta l'anima nuda
in attesa che per lei la porta si schiuda,
tu,che nel mondo vivesti invano
non sperar qui miglior sorte
la vita con te calcò la mano,
balocco ora sei della morte.