Grazie Gabriela. Una sorta di boomerang, la libertà in fin dei conti. Che dobbiamo accettare non possa essere assoluta...Ciao, grazie come sempre e buona serata!
Raccontarsi è prerogativa di chi sa ascoltarci e quando accade ci liberiamo l'anima attraverso la condivisione. Ma la libertà non basta raccontarla...andrebbe vissuta, altrimenti accade esattamente ciò che affermi nella chiusa.Mi viene da dire anche che ci sono vari tipi di libertà, sicuramente parli di quella in generale, quella assoluta è praticamente utopistica.
Vero Cassiopea. Grazie per il tuo attento commento. A volte la libertà la buttiamo via, o le diamo dei confini di comodo. E allora per fuggire dai recinti non rimane che, appunto, raccontarsi. Ma solo a pochi . È scriversi che è per tutti...Buona serata!
Ciao Bruno. Credo che, per primo, ci debba essere la capacità di raccontare a se stessi ciò che veramente siamo ed accettarsi comunque, senza cadere nell'autocommiserazione, cercando di cambiare ciò che stona al nostro sentire. Libertà di andare, comunque. Anche a piedi nudi. Ti abbraccio e ti faccio i miei più sentiti complimenti, amico mio. Buona giornata.
Grazie infinite, Minus. Hai ragione. Purtroppo l'autocommiserazione è una terra di confine in cui a volte mi riesce difficile non fare qualche incursione, lo confesso. Ma è perchè mi voglio bene e mi coccolo. Egocentrico, eh? Difficile, l'equilibrio emotivo in terre di sofferenza. E allora si cerca l'evasione attraverso la finestra spalancata della parola, del sogno, dello scrivere raccontandoci. Come splendidamente fai tu, e tutti cerchiamo di fare. Scrivere, intendo dire. In questo "cerchio magico" di persone di buona volontà. Grazie di cuore! Ricambio abbraccio e complimenti.