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Pubblicata il 07/10/2021
Ieri era un gioco da ragazzi
affondare con un dito
i gusci delle noci
nella tinozza dei panni
della nonna

Oggi
altre barche improvvisate
solcando il blu
vanno verso mai più
Mi chiedo cosa rimane
delle vele e delle vene
delle mani tese in attesa
del cielo e del mare
dove le speranze sono annegate
senza che nessuno muovesse un dito
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Senza accorgecene, da ragazzi, abbiamo emulato e simulato pene, sorridendo, ma quel riso si sarebbe presto tramutato in pianto! Notevole testo, 00jl! Brava davvero! Ciao

il 08/10/2021 alle 15:55

Ringrazio il Tris di Donne Vincenti, Dissidente-In3s-Genziana, che ha composto un commento corale, dove ogni versione personale diviene un'unica voce.

il 11/10/2021 alle 20:19

Caro Sir, è proprio così. Da piccoli giochiamo alla guerra e ci affascina distruggere. Sino a quando è solo un gioco è divertente, leggero, innocente. Crescendo tutto cambia, ma non tutti. Alcuni, talvolta nemmeno troppo celatamente, si divertono ancora vedendo i gusci affondare.

il 11/10/2021 alle 20:22