PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 03/04/2003
Io vivo di parole e non ne faccio un mistero,
di questi suoni vibro per aver l'anima sazia.
Ebbra di queste cose sogno mondi impossibili,
dove la gente vive e pensa similmente.
In te ho riscoperto una parte di me,
nota nel pentagramma che stenta a dare suono
perché qualcuno un tempo non ti ha incitato a "fare".
Nota così accorata che anche quando sorridi,
la senti da lontano che ha scelto un altro "ritmo"
struggente, dolce, antica che quando osi suonarla
allontana il dolore.
Quello che nascondiamo per non farci colpire
scoprendo una ferita che non si cicatrizza.
Nota sì delicata, pentagramma di vita,
scritta con l'incertezza di chi non vuole osare,
che ha paura d'amare anche se lo vorrebbe.
Poeti come te, lo sai, son quasi estinti,
ne nascessero tanti, non ci sarebbe guerra,
né odio, né rancore da sbiadire il colore
che la poesia ci da, per lasciarci sognare.




Dicembre 2002
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