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Pubblicata il 23/08/2021
Croccante il Male quando arriva, ci spinge a poetizzarlo per digerirlo meglio. E' vestito d'incessante lavoro di bachi, indossa scarpe con suole di cuoio lucido quelle che scricchiolano sopra la ghiaia informe. Il suo sorriso è asimmetrico bianco come la neve che illumina il buio. Lui non lo trovi ai bordi delle strade , vestito di cartone umido e stracci, non puzza di orina fermentata e fumo stantito nel sottoscala di sogni falciati da emozioni di troppo. Le sue mani non tremano mai, Lui non dà nell'occhio, è ben inserito come un mobile in una stanza, perfetto nella sua sezione aurea , in linea con le fughe delle mattonelle, se ci passi accanto non lo noti...ma Lui ti osserva, implacabile, paziente, aspetta che abbassi la guardia per porgerti il suo piatto, e tu senza quasi accorgerti ti avvicini e lo ingoi come imbuto assetato ,per poi cercare di smaltirlo con qualche parola che credi anche ben accostata solo con l'intento di farti nutrire di consolazioni ma con la presunzione che, infondo, nessuno può comprendere . E con claudicante superbia che finge di coprire la già premiata sconfitta, porgi a Lui il piatto vuoto.
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