Capolavoro assoluto, Ninetta! Una descrizione incredibilmente fedele ala realtà dei fatti accaduti. Un abbraccio pregno di forza e coraggio.
ci sono passato personalmente, e più di una volta qui da me, lo sai che vivo in campagna...La paura e l'impotenza di fronte alle forze primordiali della natura, il fuoco, l'acqua, il vento, tutto terribilmente più forte di noi ninetta cara...un abbraccio e tutta la mia solidarietà, sai quanto amo la tua splendida terra
Una descrizione che fa' scorrere immaggini che impietriscono, acqua e fuoco sono i due elementi che se liberati non posseggono pieta' ,ma l'intelligenza dei Sardi fara' rifiorire quel grigiore su' coraggio
Dopo aver fatto un giretto su Internet scopro che il 70 per cento degli incendi e' colpa dei piromani ,il che ne deduco che i cambiamenti climatici ne sono colpevoli in minima parte,Un Saluto
Grazie Sir, è tremendo vedere tanta distruzione.La macchina della solidarietà è già partita. Saluti cari.
Arturo,proprio perchè vivi in campagna sai quanto bisogna stare in guardia d'estate.Purtroppo la nostra Sardegna ha una ferita che così grande, che io ricordi,non le è mai stata inferta.Ettari di bosco distrutti, tantissimi animali periti nel rogo.Gli incendi divampano ovunque , dolosi o colposi, purtroppo ancora anche la natura è complice ...un abbraccio!
Ciao gpaolocci, non hai tutti i torti, negli incendi spesso c'è la mano dell'uomo, sia che si parli di cause dolose o volontarie, spesso per trarne profitto. A cio comunque bisogna aggiungere che lo spopolamento delle campagne ha fatto si che ci siano minori controlli. Un tempo si riusciva ad avvistare il fuoco nelle fasi iniziali, spesso era proprio l'uomo che riusciva ad arginarlo e a spegnerlo.Avevo dei cugini che vivevano in campagna e nonostante la loro proprietà fosse immensa, riuscivano a tenerla sempre in ordine ,eliminando erba secca , arbusti ormai secchi, tutto ciò che poteva alimentare il fuoco.Manca la prevenzione.Lasciamelo dire il vento fa la sua parte, pensa che a ridosso di Nuoro hanno incendiato una bellissima zona verde, il fuoco sembrava spento...il giorno dopo un forte vento ha riacceso le braci che covavano sotto la cenere e le fiamme si sono sprigionate più alte di prima.Un caro saluto.
Genziana,l a forza devastante dell'acqua e del fuoco non ha paragoni- Un caro saluto.
Ritornerà la Dolce Sardegna che abbiamo in fondo al cuore, il tempo guarisce e aggiusta tutto, noi le diamo una piccola mano, per solidarietà, un abbraccio infinito, ti apprezzo Tonino
Ciao carissima, figlie della stessa patria , sofferenti per le ferite inferte...io sono positiva , sono come il ginepro mi chino ma non mi piego.. spero sempre che tutto si risolva,grazie ! saluti-
Hai esposto dolcissimamente e crudamente l'orribile situazione che ha vissuto e sta vivendo ancora la Sardegna e il Sud d'Italia tutto . Il fuoco in questo caso maledetto, anche perchè innescato da mani umane criminali, ha distrutto i cuori verdi e le vite della fauna delle zone più intatte. Rabbia rabbia rabbia! Per il "tuo" ulivo magico, per le vite dei poveri animali e delle vittime umane. Ancora una volta l'Uomo ha sconfitto se stesso! Grazie a nome di chi questa rabbia e questo dolore non è riuscito ad esprimere.
La strage di animali selvatici morti bruciati negli incendi di questi giorni dà un'idea dell'entità del danno che questi rappresentano per la ricchezza della vita. Un danno che difficilmente si comprende quando si parla solo di alberi e di foreste, foreste che sono lo scrigno della ricchezza vitale indispensabile alla sopravvivenza di noi Sapiens.Grazie Brunozzo.
Bellissima Poesia, dove la guerra stringe, afferra tutto e tutti, in una morsa di morte e di dolore. Un abbraccio sincero e vicino.
civiltà dell’Homo Sapiens ,durata millenni si va velocemente sostituendo quella dell’Homo Insapiens che durerà si e no qualche centinaia di anni ,il tempo è tutto venga divorato da fuoco, bufera , acqua …Ma tanto che importa ? Nulla è ‘’mio’’ e quindi se tutto va in malora chi se ne importa ?Pochi sono quelli che hanno un ‘’mio albero ‘’, un ‘’mio animale’’ , un ‘’mio figlio ‘’…Un mio qualcosa o qualcuno cui dedicare cure ,rispetto ,affetto …L’ Homo Insapiens è moderno , senza pietà, senza compassione ,senza cuore e senza cervello. Ma è moderno ,e questo basta. Il Piccolo Principe diceva : ‘’Non si ha cura che di ciò che si ama’’, il Piccolo Principe diceva…Povero stupido Piccolo Principe ! Baci Eos
E.C. all'inizio :''alla civiltà dell'homo sapiens...'' Secondo rigo : ''il tempo che tutto venga divorato...'' Ciao Eos
Capisco la tua riflessione, che sembra esprimere un senso di disillusione nei confronti della modernità e della perdita dei valori più profondi che un tempo legavano l'uomo alla natura e alle cose a lui care. La tua riflessione, tra l’altro, richiama un’idea che spesso ci accompagna: il contrasto tra la superficialità dell'era moderna e la profondità dell’amore e della cura che dovremmo riservare a ciò che ci è davvero caro. La figura dell’Homo Sapiens, che per millenni ha costruito culture, ha amato la terra e le creature che la abitano, sembra essere sostituita, nel tuo pensiero, da una specie meno consapevole e meno affettuosa, l’Homo Insapiens. La riflessione sul "mio" che non c'è più, che forse non esiste più in una società sempre più frammentata e individualista, è struggente. Tuttavia, desidero pensare che ci siano ancora molte persone che continuano a provare amore e rispetto per le cose che amano: un albero, un animale, un figlio o un amico. La differenza sta forse nella coscienza di quanto sia importante coltivare questi legami. Grazie per il tuo bel commento. Ti abbraccio P.S ogni volta che rileggo poesie e commenti trovo molti errori...non si può , purtroppo, correggere. Pazienza! io non ci bado se capita a qualcuno...