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Pubblicata il 29/03/2003
Per ogni recondito anfratto
ho cercato la guarigione
dalla mia follia d'essere umano,
per ogni strada una prigione,
mura mordibe per il matto
che melodie intreccia invano.
So che il sole splende:
lo vedo splendere
da questa finestra
che d'aria ha sbarre.
E amore mio,
niente in me si arrende
neanche il vibrante attendere
che di colpa copre il mio scrivere
tra fiori marci folle adagiato senza cure.
Così rendimi cenere
bruciami l'ultima volta
trasforma il contendere
nella mia resa
o nella mia vittoria
per l'ultima volta
per l'ultima volta
per l'ultima volta
per l'ultima volta
ancora.






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Rassegnarsi, in genere, è frustrante. QUesta volta lo è ancora di più....

Grazie per il commento
Francesco

il 31/03/2003 alle 13:10

e l'umana natura
mostrò i suoi limiti
al cospetto d'infinito,
sono labile presenza,
eppure son ancora
legato alla vita....

a presto.D

il 31/03/2003 alle 13:39

Quasi esatto. Bravo.

Un bacio Francesco

il 31/03/2003 alle 14:39