sono quei momenti magici purtroppo così rari, quelli della piena creatività, quelli dove dimentichiamo noi stessi, quelli dove gli opposti che normalmente ci dilaniano trovano finalmente l'equilibrio, cielo e terra appunto, una cosa sola...piaciuta
Sì, questo testo può avere un substrato allegorico come intravede Art. Ma io lo preferisco ricevere come un canto arcadico, fatto di terra e di mare isolani, condensati di bellezza. Lo leggo con lo stesso contenuto dell'Infinito di Leo.
Grazie Arturo e grazie Eriot...nell'ultimo verso: "dalle mani".
Grazie 373, grazie Genziana...è un luogo che mi trasmette un senso di completezza.