Onde di cristallo ad infrangersi su scogli di carbone,
nel mare di rame la gondola ondeggia
nel bosco tra querce sacre prega il santone
vedendo il temporale che oramai biancheggia.
sotto nel fluido canale della metropolitana
si respira un’emozione barbara, senza concetti.
lì fuori, tra ringhiere e strade è vana
ogni speranza di esser fiori perfetti.
lucido ferro, metallo di sangue colorato,
fumano stranieri sigari all’angolo del pane,
muri di calce si allungano su ogni lato
gira un uomo vestito di pelle e di lame.
finestre spalancate su immagini laiche,
rari topi scorrono in tubi di cemento
ai muri simboli politici di età arcaiche,
nei confessionali colano salive di pentimento.
vita oppressa! Sfogo di numerose voci,
caos frenetico che divora la cena
nel club spento sbadigliano i soci
si ode uno schiocco, la siringa è in vena.