Una fredda giornata in un villaggio fiammingo,
con un fiume che attraversa le valli grigie e aride,
un fiume gelato e pietrificato ma il popolo è lì fuori,
intento a danzare e a far festa sul letto ghiacciato.
È l’allegoria del gioco amoroso.
gli uomini perversi e goffi nella loro ubriachezza
mettono in mostra la propria sessualità e le donne,
ebbre e attonite, si concedono senza alcun indugio.
i volti, nella loro rotondità,
sembrano tumefatti e grotteschi
ma esprimono la bellezza del brutto.
la vita del villaggio procede così,
nella misericordia e nella futilità,
tutti a nutrirsi di se stessi,
a cancellare le proprie tracce.
qualcuno potrebbe scoprire la bruttezza del bello.
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