Un baule pieno di pensieri no, direi sogni e ricordi leggeri.
Hai parlato di Pessoa forse non a caso, lui che di "altro me" se ne intendeva talmente tanto da vederli in carne ed ossa, tanto da fare a loro addirittura delle biografie, come persone vere...è affascinante il tema del doppio, apre un mondo dentro di noi, e soprattutto rende più tolleranti(brutta parola) ed umani
Sì Art, infatti ieri mi è capitato di leggere alcune sue poesie, penso sia stato lui ad inserirsi in questa mia riflessione. Forse l'altro è la parte più vera di noi stessi, quella si conosce fino in fondo. Un saluto a voi, Genziana e Arturo.
Creare un’immagine del tutto simile all’io corporeo per poter negare tutto ciò che di negativo e pauroso ci preoccupa della nostra esistenza.Io ho un altro me che mi accompagna sempre,a cui attribuisco salute e simpatia.Una volta mi chiesero, dopo un difficile intervento chirurgico come facessi a sorridere a incoraggiare ...risposi:- mi sdoppio e faccio agire l'altra parte di me che mi accompagna sempre."-Ti assicuro che è terapeutico.Un caro saluto dall'altra me...
Vincent - l'antipatia è un sentimento a volte incomprensibile - è un disturbo che và superato con la completa conoscenza " dell altro " non è difficile - bisogna di una vera serenità - comprendo questi stati d'animo già defunti -
Molto bello il tuo racconto, e anche commovente...grazie Ninetta. Grazie Ugo, hai perfettamente ragione sull'antipatia.