l'eco di una consapevolezza, di un risveglio , di cui si ha la percezione ma non ancora la certezza, persi nelle nostre "morti apparenti", così chiamate...mi è molto piaciuta
siamo echi che raggiungono se stessi e lì dove avviene il contatto termina il volo
Esatto Ugo, grazie del tuo contributo. Ciao e buona giornata.
Ciao Genziana, è vero Ugo è un artista raffinato e sensibile.
Vin, ci stai offrendo una serie di lavori di qualità crescente. Probabilmente attraversi un felice momento di espressione matura del tuo mondo poetico.
Forse il segreto è aprire le porte a quel che ci viene suggerito dai nostri sei sensi, porsi come un tramite: a volte il poeta è anche un medium che preferisce scrivere piuttosto che giocare con una sfera di cristallo. Grazie Eriot.
Non lo so di preciso, è qualcosa che travalica gli altri cinque, di sicuro è una porta che si può avvertire chiudendo gli occhi, penso sia connesso alla vista e al sonno, e anche alla morte. Forse si potrebbe chiamare "sensibilità".
Bisogna affacciarsi alla finestra dei nostri confini, ponderando ed esprimendo, in fatti, che il "presunto eco non esiste!" Bravo
Si il sesto senso è la sensibilità acutizzata, a me ha salvato letteralmente da eventi difficili... Una difesa, prima mentale poi se occorre anche fisica.