PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 16/03/2021
Solitamente la cosa funziona così: compro un libro, lo leggo (sempre a letto, la sera), dopo qualche giorno o qualche settimana lo finisco, lo metto in libreria e passo a un altro.
Ma qualcuno di questi rimane sul comodino e diventa, insieme ad altri due o tre che già vi stazionano, un “libro infinito”.
La funzione dei libri infiniti per me è fondamentale. Alcune sere, invece di leggere il libro del momento, apro uno di questi, a caso, e leggo qualche pagina. Conosco il contenuto, non ho la curiosità di procedere e posso godermi la scrittura, i riferimenti e tante altre cose.
Per spiegarmi meglio faccio un esempio prendendo un libro che a lungo ha albergato in camera da letto: I promessi sposi. Aprendolo in un punto qualsiasi, si ha modo di immergersi in una scrittura di elevatissimo segno e si capiscono cose che prima non si erano maturate. A poco a poco si entra dentro alla struttura linguistica e all’architettura letteraria. Frasi o periodi cui si era prestata poca attenzione o non percepito compiutamente si stagliano come perle e ogni volta è una scoperta. E queste scoperte continuano, man mano si matura.
Un altro libro, seppur di diversa valenza, è Il nome della rosa in cui ogni pagina è un quadro su cui soffermarsi come si fa in un museo.
Negli anni i miei libri infiniti sono stati molti e sono cambiati mentre crescevo. Ricordo da ragazzino tutti i libri di Salgari che rileggevo fino a notte fonda e smettevo quando qualcuno mi spegneva la luce.
Da giovanissimo avevo come compagno fedele Don Camillo e poi altri...
Alcuni libri infiniti sono rimasti a lungo a portata di mano. Oltre ai due che ho citato ci sono stati Cent’anni di solitudine, L’idiota, Le Confessioni di S. Agostino, Viaggio in Italia di Goethe e altri.
Attualmente c’è la storia di Roma del Gregorovius (sono sei volumi per cui ci sono da parecchio e ci rimarranno), il Male Oscuro e tutta la Merini.
peccato che i libri siano infiniti, mentre io no...
  • Attualmente 5/5 meriti.
5,0/5 meriti (3 voti)

Anch'io l'ho fatto con "Cent'anni di solitudine" e "Il grande Gatsby"...Ce ne sono tanti di libri infiniti.

il 16/03/2021 alle 14:16

Il mio comodino assomiglia al tuo, ahah, mi piace il titolo della poesia "I libri infiniti" Anch'io ho i miei:le anime morte di Gogol, Guerra e pace di Tolstoj; mentre divoro i libri di Potok, kent Haruf , Murakami ,Grossman. In assoluto joseph Roth (il libro GIOBBE l'ho letto diverse volte, in cui ho trovato pagine di pura poesia).saluti.

il 16/03/2021 alle 16:33

Grazie a tutti. Mi fa piacere che anche altri abbiano la mia stessa abitudine (devo leggere Giobbe...)

il 16/03/2021 alle 16:46

Io non ho solo i libri del comodino ma quelli del salotto, cucina, a volte li dimentico anche al bagno... Ma quelli del comodino sono i privilegiati, e sono Pessoa(il libro dell'inquietudine) Simone Weil (l'ombra e la grazia), lo Zhuang Zi, i Vangeli...Poi a volte quelli del comodino cambiano posto, vanno in altre stanze e mi tocca girare per casa per trovarli...A me piace averli sempre intorno, la libreria mi sembra un cimitero a volte, li metti lì e te li dimentichi...

il 16/03/2021 alle 17:30

I miei libri? ...un pò di tutto.... da quelli impegnativi ad altri più leggeri ma ,posseggo quella rarità (non sò se sia pregio o difetto ) che quando termino di leggerlo ,se mi è piaciuto, devo passarlo subito a qualcuno ( non mi tornano mai indietro) ed è questo il motivo che in casa di libri ne trovi pochissimi....ma leggo , accidenti quanto leggo e ,coloro che mi conoscono sanno che il regalo che più gradisco è sempre un libro...

il 16/03/2021 alle 17:50

Grazie Art e Gabri. Art io sono proprio come te. Ho usato l'espressione "libreria" per non dire la quantità di ripiani, scaffali, mobili, tavolini, mensole in cui si sono accumulati i libri durante la mia vita. Il guaio è quando devo cercarne uno...(PS Il bagno?: eccezionale sala di lettura...). Gabri, capita a tutti di prestare un libro e non vederlo tornare indietro. Una volta mi dava fastidio, ora non più perché penso che magari affascina qualcun altro...

il 16/03/2021 alle 18:09

Una madrina mi regalò a otto anni una versione illustrata dell'Iliade e dell'Odissea. Mi trasferivo all'interno di quei due mondi e tutto il resto in quei momenti spariva. È ancora così per qualche testo che ho nel cuore; la libertà di esssere soli e in compagnia al contempo, questo mi trasmette un buon libro. Anche casa mia ne abbonda, si, ma altrettanto bello, libri a parte, è leggere i nostri versi in questo nostro piccolo mondo.

il 17/03/2021 alle 10:53

Grazie arlette. Io ho ancora i due enormi volumi della Commedia su cui, da bambino, passavo ore a guardare le incisioni del Dorè. Le trovavo terribili, paurose e non riuscivo a distogliere gli occhi da quelle figure...

il 18/03/2021 alle 09:56