Anch'io l'ho fatto con "Cent'anni di solitudine" e "Il grande Gatsby"...Ce ne sono tanti di libri infiniti.
Il mio comodino assomiglia al tuo, ahah, mi piace il titolo della poesia "I libri infiniti" Anch'io ho i miei:le anime morte di Gogol, Guerra e pace di Tolstoj; mentre divoro i libri di Potok, kent Haruf , Murakami ,Grossman. In assoluto joseph Roth (il libro GIOBBE l'ho letto diverse volte, in cui ho trovato pagine di pura poesia).saluti.
Grazie a tutti. Mi fa piacere che anche altri abbiano la mia stessa abitudine (devo leggere Giobbe...)
Io non ho solo i libri del comodino ma quelli del salotto, cucina, a volte li dimentico anche al bagno... Ma quelli del comodino sono i privilegiati, e sono Pessoa(il libro dell'inquietudine) Simone Weil (l'ombra e la grazia), lo Zhuang Zi, i Vangeli...Poi a volte quelli del comodino cambiano posto, vanno in altre stanze e mi tocca girare per casa per trovarli...A me piace averli sempre intorno, la libreria mi sembra un cimitero a volte, li metti lì e te li dimentichi...
I miei libri? ...un pò di tutto.... da quelli impegnativi ad altri più leggeri ma ,posseggo quella rarità (non sò se sia pregio o difetto ) che quando termino di leggerlo ,se mi è piaciuto, devo passarlo subito a qualcuno ( non mi tornano mai indietro) ed è questo il motivo che in casa di libri ne trovi pochissimi....ma leggo , accidenti quanto leggo e ,coloro che mi conoscono sanno che il regalo che più gradisco è sempre un libro...
Grazie Art e Gabri. Art io sono proprio come te. Ho usato l'espressione "libreria" per non dire la quantità di ripiani, scaffali, mobili, tavolini, mensole in cui si sono accumulati i libri durante la mia vita. Il guaio è quando devo cercarne uno...(PS Il bagno?: eccezionale sala di lettura...). Gabri, capita a tutti di prestare un libro e non vederlo tornare indietro. Una volta mi dava fastidio, ora non più perché penso che magari affascina qualcun altro...
Una madrina mi regalò a otto anni una versione illustrata dell'Iliade e dell'Odissea. Mi trasferivo all'interno di quei due mondi e tutto il resto in quei momenti spariva. È ancora così per qualche testo che ho nel cuore; la libertà di esssere soli e in compagnia al contempo, questo mi trasmette un buon libro. Anche casa mia ne abbonda, si, ma altrettanto bello, libri a parte, è leggere i nostri versi in questo nostro piccolo mondo.
Grazie arlette. Io ho ancora i due enormi volumi della Commedia su cui, da bambino, passavo ore a guardare le incisioni del Dorè. Le trovavo terribili, paurose e non riuscivo a distogliere gli occhi da quelle figure...