Assomiglio a tua madre nel prendere "sul serio" le cose. Ma è faticoso e, a volte, non produttivo. Forse la via migliore è quella di mezzo ma non è facile, soprattutto da giovani, capire cosa veramente va preso sul serio e cosa no. Nella vita ho cercato di attenermi il più possibile al detto (molto in voga in certi ambienti) "Per prime non vanno fatte le cose più urgenti, ma le più importanti" ...ma anche qui il discernere non semplice.
A volte le cose che si fanno per gioco, nel tempo diventano serie e viceversa. Grazie Eriot, per il tuo intervento.
Forse si può avere un controllo parziale di qualcosa perché ci viene spontaneo...io non lo faccio mai il pisolino post pranzo, mio padre lo faceva sempre, se mi addormento poi sto tutta la serata con la testa rimbambita. Comunque, dovresti mangiare a pranzo, almeno uno spuntino proteico. Ciao 373.
Interessante questa tua dissertazione sulla vita presa sul serio. Da quello che scrivi , quando parli di tua madre, sembra che prendere sul serio la vita significasse solo doveri e accettazione. Un tempo era la società che lo imponeva, oggi non è più cosi. La vita va presa seriamente dando il giusto peso alle cose e con una buona dose di ottimismo. Saluti.
Per una sorta dilegge del contrappasso chi ha avuto genitori forti tende a prendere la vita in maniera morbida, come te, ed anche come me...Ci pensa la vita poi a metterti di fronte ai guai, a questo non sfugge nessuno, e direi anche per fortuna, pensa a chi per tutta la vita è stato iperprotetto, anche da se stesso, come potrà stare? Queste tue confessioni stanno diventando il vero momento di socialità del sito, dove ognuno di noi parla un pò di sè...
Più che confessioni li chiamerei "rivelazioni oniriche del dormiveglia mattutino". Grazie a voi, Ninetta e Arturo, di partecipare a questi momenti di riflessione.
Non c'è cosa più seria della risata: allontana la morte, ingannandola che non è ancora giunto il nostro momento! Ottima, Vincent