Io non lo so quale gaiezza
percorse i miei nervi contratti
quando nel vago orizzonte
la sua spuma mi bisbigliò
parole d'amore. I miei occhi
già assopiti di poetiche odi.
o Nume! Inspirami parole
di dolore, e canterò l'amore
per i tuoi popoli pastori. Muse,
tutte! Estirpate quest'invidia
che profanò il monastero
di poesia estatica, di castigo.
perché qui non conta superare
in percosse i propri esuli
fratelli. Poetare fa bene all'animo.
che non si chiedano mai
denaro o conoscenza! Scrivi
per ravvivare la tua ombra.
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