PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 13/03/2021
Mi dici
del tuo vestito
di parole trapuntate
e sembri bella
con i tuoi capelli
di dolore da pettinare.
mi dici
del tuo grembo
come un porto
senza mare
evaporato nella noia.

di cosa vai fiera?
della sottana di tedio
che ti cinge e non ostenti!?

non ti dirò carezze
su quella seta nera
di merletti arrugginiti
nel tedio;
io chiamo per nome
chi amo;
non invoco carezze
alla mano
se mi celi il corpo
del tuo sentire.

ora lasciami ascoltare
la pelle del tuo grido
e non aver vergogna
se hai sperperato
gli orizzonti
per uno stagno di stelle.

hai ancora tempo
per nascere,
oltre il grembo
del tuo orrore.
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4,7/5 meriti (7 voti)

bella, molto piaciuta

il 13/03/2021 alle 18:42

Pessima abitudine di molti...leggere e non sforzare un commento che esalti un testo pregevole. Chapeau!

il 13/03/2021 alle 18:46

Molto bella. Un'ode alla donna inappagata o delusa, che ha comunque grandi potenzialità vitali. Una nota: la poesia si sviluppa su un binario di dolce e umana comprensione, e quell' "orrore" finale, per me, stona, riportando il tutto a una dimensione di dramma cupo che l'insieme non richiama (parere personale, naturalmente...)

il 13/03/2021 alle 19:37

Molto bella, veramente, un perdersi tra delusione e abitudine, dinamiche che alterano il sentimento , in cui c'è comunque la voglia di ripristinare un equilibrio che sta per rompersi.

il 13/03/2021 alle 21:29