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Pubblicata il 25/03/2003
No, non era questo che sognavamo
non l'odio, nè la vendetta, neanche morte
l'essere disuguali, lontanti, poveri coi poveri
ricchi coi ricchi, sempre più potenti e soli
mondo sempre più mondo in bilico
sognavamo un sogno che non abbiamo più
essere uguali, felicemente insieme, grandi
abbastanza per capire tutto, un cuore
di altri cuori, la casa in festa, senza dolori
il pianto del bimbo uguale in ogni dove
ma non per la morte o la paura o il deserto
siamo rimasti indietro, il sogno c'è svanito
cosa sognare oggi per non aver terrore?
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E' ben espresso il dolore, ma sono certa che i tuoi sogni continuano a d esserci ed ancora più forti, per questo scrivi e comunichi.

Attenzione: hai inserito erroneamente la tua poesia nella categoria della montagna, ti mprego di scrivere allo staff (contattaci), per inserirla magari in PAROLE DI PACE, o POLIS PACE.

t'abbraccio
Kat

il 25/03/2003 alle 18:51

va beh, è uguale, sempre una poesia è (o cerca di essere...). noi sognavamo altro, io sognavo altro, quando eravamo (ero) comunista. ora è tutto un grande casino e quell'ottimismo giovanile a volta lascia spazio al pessimismo. reagiamo, dai

il 27/03/2003 alle 13:03