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Pubblicata il 25/02/2021
sento il suono delle stelle
in questa notte che preannuncia primavera
circondato dalle cime che disgelano
giganti che proteggono quest'eremo
che è scrigno di chi sono e di chi ero

è da che qui mi dispero
già che vedo tramontare ciò in cui spero
nei ruscelli di una pioggia che ora esonda sul sentiero
che intrapresi,
ah se guardo indietro ai passi spesi
per raggiungere i miei sogni che galleggiano nel cielo
come nuvole sospese,
le mie stanche braccia arrese e senza più pretese
tronchi secchi ed arroccati su rocce scoscese
mentre nulla è uguale a prima
le stagioni si susseguono come gemelle immobili
che porto in groppa
sulla curva schiena china
sotto il lume un foglio bianco e poca china a far tappeto
nell'ampolla, la pena e la mia penna mai satolla
di narrar le tristi gesta mai comprese
che di tutto il verbo e le parole spese
le più misere che scrissi sono in quell'avrei potuto
e uno specchio mi riflette ormai canuto
a sognare di un amore mai accaduto
mi è rimasto sulla punta della lingua
quel ti amo che non mi fu mai ricambiato
o forse sbaglio
noi c'amammo
solo gli occhi ormai si affannano
a svelarmi quel dettaglio
ed immagino l' immagine del viso tuo in quell'ultimo bagaglio
che non ebbi mai l'ardire di disfare per svelarlo
confidando nella mia memoria in fallo
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intensa, come nelle tue migliori..piaciuta

il 25/02/2021 alle 05:55