La musica singhiozza strane lingue,
e d'improvviso la Luna si fa diva
dell'abisso notturno, cornice dorata
di un quadro antico e senza fine.
e singhiozza anche il tuo nome
fra le chiazze argentee della reggia
che con i tuoi sospiri ho costruito.
quanto t'amo! E tu navighi sonni
dei più docili di tutta la corrente
marina, di tutti i venti che senti
sui golfi; non un accenno al mio.
il mio sonno ch'è breve da quando
il tuo ansimar mi pare lontano.
nessuna campana d'addio, amore?
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