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Pubblicata il 04/02/2021
O fanciulla, con più terra
che sorrisi intrappolati
nei tuoi occhi gelidi e vetrati;
madonna d'illusioni profane.

ombretto sul tuo manto casto
segregato da dolci profumi
di tundra, che avvolgono
il tuo orgoglioso batticuore.

canta per me! In mezzo ai
teneri sospiri d'un alba spia,
che fra la vernice ci osserva,

canta senza vergogna! E
vedrai come i lucani esotici
fingeranno un sospiro, assorti!

ed io, sommersa fra i relitti
d'un teatro senza cagione,
scorgerò i tuoi fiuti stregati,
e canterò assieme a te.

quando il tuo guardo, stanco,
scruterà il mio, estatico,
t'abbandonerai fra le mie
bronzee e nerborute braccia.

fra i detriti dei nostri miraggi,
e le anime assolte del celeste.
le tue carni saranno la mia

brezza, nelle sere d'estate
in cui sudori bagneranno questa
mia fronte ampia, Amore!

continua a cantare! Gli occhioni
di chi proclamasti poeta
ti ammireranno per mezzo di
ricordi inconfessati, ovunque

la tua profonda voce avrà voglia
di cantare, i miei orecchi
attenti, e d'ambrosia ricolmi
riempiranno le tue smanie.

o Ligea sirena, che bufera
ti consacrò angelo
fra i desideri d'ogni uomo,

tu che connetti gli esiziali
alla Terra antica, e agli antichi
gioghi, sei Vergine degli amanti?

donna dagli occhi verdeggianti
impressi nel morbido corpo
di onde dall'andamento sinuoso!
il tuo corpo è un tempio sacro!

dio del mio Gesù, martire
delle tue stesse voglie caine!
sei miele fra le mie mani
anoressiche di leziosità.

o Musa fatale, vedrò il tuo spirito
inalato dal mio, affamato,
e i miei orecchi ancora tuo segugio.

e alla tua ultima rinascita, il volo
degli uccelli esangui, segnerà
l'apice del mio godimento, Amore!
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