l’onda che senti infrangersi
sugli scogli del dissenso
trascolora le strade ostili
dove i ragazzi
s’abbandonano al profumo
caduto nel blando passo dell’oblìo.
l’effigie taciturna della notte
s’incide sulla porta
socchiusa da sempre
e gli angeli
non li distingui più
salvo a guardarli dritto negli occhi,
dove intuisci un disegno.
zingaro malfermo
ti riconosci a stento
e un raro segreto
fiondato sulla sabbia
frantuma lo sguardo disperso
tra i fili pazientemente legati.
l’azzurro che invochi
tra le spire
di una nuda preghiera
È ora un oscuro sogno dentro cui
lo sciacallo dell’eternità
divora i resti di un tramonto.
questa notte
sarà un tenero grembo
o forse un’occhiata distratta
incollata
a un destino di totale esclusione.
cerchi oltre il confine
i compagni già andati
sperando di udirne la voce.
e li vedi mostrarti la sopravvivenza
indicando la strada
perché tu possa ritrovarli
quando sarà sera.
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