Dopo la maturità andai a Pavia per le borse di studio, ricordo che la prima domanda che mi fecero al colloquio fu: "Conosci la musica di Battiato?" Poi decisi di restare in Sicilia, perché non volli allontanarmi dalla mia famiglia.
In 350 parole hai fatto uno spaccato perfetto dello stato comatoso di alcune nostre Università. Non è Ingegneria a essere brutta, triste e fredda: è il modo arcaico in cui viene somministrata (non in tutti gli Atenei, per fortuna...). Ma non hai fatto bene a mollare (secondo me), se non altro per non dargliela vinta...
Mi piaceva tutto a quell'epoca: medicina, biologia, confusione, però forse non ero portato per la matematica a quei livelli. Poi, nell'altra facoltà diedi l'esame di matematica con 27, ma non era come analisi uno dell'Ingegneria. Economia e commercio era un'altra cosa.
Credo che la fame di questa storia fin troppo comune sia racchiusa: "Non volli allontanarmi dalla mia famiglia" volendo restare nelle nostre isole, adorate quanto vuoi, si frenano gli entusiasmi di varcare le frontiere, e ci si accontenta anche del poco, si, ma a casa nostra, qui viviamo in un altro mondo, noi abitiamo in un paesino con le galline e i pochi gatti rimasti saremo settecento anime, ma posso garantirti non abbiamo mai chiuso le porte neanche di notte, siamo una stretta e affiatata famiglia di settecento parenti, amici, non potremo mai accontentarci in mezzo ai caotici traffici delle grandi città, si vive, e ci si accontenta, non si può avere tutto Ciao forse sono uscito fuori dal seminato, perdonami, volevo dirti semplicemente spesso non siamo noi a decidere delle nostre scelte, noi ci adattiamo, se ci accontentiamo saremo per sempre felici CIAO!! PERDONAMI
No vecchio poeta, non sei uscito fuori dal seminato, anzi tutto il contrario: è vero, la semplicità e gli affetti sono forse la migliore medicina per tutti i mali del mondo.