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Pubblicata il 12/12/2020
Sa di terre lontane questo sole che sorge svogliato.

lunga l’assenza, si scusa e si leva.

disegna ombre che catturano conche,
rischiara i visi di donne a ritrarsi
con le frange dei ricordi sugli scialli.

custodisce un tesoro- tienilo stretto-
da non dare a nessuno, di femmine aride,
povere dietro le vele a nascondere
i marosi del cuore, le tempeste di corpi abbruciati.

nessuno si accorge che è ottusa la cruna dell’ago,
sforza il filo che serra i conti del cuore,
si assottiglia ,forse, le ricordanze infauste a sforzare.

ora il sole raggia d’oro le preghiere levate,
aprono braccia di legno le femmine cupe,
scorgono sulla schiena del monte i muti fantasmi.

ora il sole si attarda e scolora le attese,
rosse le gonne sventolano in un cielo di sughero.
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Che bella

il 12/12/2020 alle 21:03