Sa di terre lontane questo sole che sorge svogliato.
lunga l’assenza, si scusa e si leva.
disegna ombre che catturano conche,
rischiara i visi di donne a ritrarsi
con le frange dei ricordi sugli scialli.
custodisce un tesoro- tienilo stretto-
da non dare a nessuno, di femmine aride,
povere dietro le vele a nascondere
i marosi del cuore, le tempeste di corpi abbruciati.
nessuno si accorge che è ottusa la cruna dell’ago,
sforza il filo che serra i conti del cuore,
si assottiglia ,forse, le ricordanze infauste a sforzare.
ora il sole raggia d’oro le preghiere levate,
aprono braccia di legno le femmine cupe,
scorgono sulla schiena del monte i muti fantasmi.
ora il sole si attarda e scolora le attese,
rosse le gonne sventolano in un cielo di sughero.
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