Ogni volta che vedo un cagnolino con il suo padrone, non posso fare a meno di pensare al legame affettivo che si crea fra i due, solido come una roccia, fatto di sguardi, leccate, carezze, cibo, calore, silenzi. Se i cani potessero parlare! Di certo nascerebbero le prime incomprensioni, i primi litigi, le prime incrinazioni, le prime recriminazioni.
la complessità dei gesti e del linguaggio porterebbe ad una complessità che, probabilmente o inevitabilmente, si tradurrebbe in un primo litigio, il cane segnalerebbe al padrone esigenze via via più esose e l'uomo si stuferebbe di tutte quelle richieste così esplicite e costose.
certo, non ci sarebbe l'aggravante del tradimento, che, in tutte le coppie, sta lì in sordina ad aspettare come un lupo famelico la prima mossa. Comunque, ci sono padroni che non ci vanno tanto per il sottile, picchiano i loro cani anche senza tanti giri di parole, perchè sono loro violenti di natura: pedate, colpi bassi, punizioni.
evidentemente, qualcosa in loro è andato storto e non riescono a non colpire i loro poveri e affezionati amici a quattro zampe. Ma loro, anzichè mordere e attaccare il loro padrone, preferiscono incassare i colpi, perchè l'affetto che provano per quell'uomo va oltre la brutalità di una violenza che non comprendono.