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Pubblicata il 18/03/2003
Abito il fucile come il cuore, polvere
da sparo e di deserto, bocca aspra di sé
respiro nella mimetica, terra di bendaggi
rotolando sognando fiori a terra, nudi
Ascolto le voci fuggenti, le case mormoranti
ah, quei bambini che non hanno sogni
oltre l'orizzonte solo negate speranze
mani che scavano senza giochi da giocare
Stropiccio la foto del taschino, bella sei
donna mia che aspetti e tremi e muta sei
tra la cucina e il telefono, battendo al trillo
non temere per me, hai forza da vivere
E il cielo, oh il mio cielo non è più azzurro
puzza di nero e di bruciato, stelle filanti
sono missili telecomandati, intelligenti forse
solcano il tetto, e mandano latrati tremanti
Le mie mani hanno paura, uccideranno
o saranno uccise, e maledico amore mio
chi mi ha messo qui, solo in un pezzo di terra
che solca terra, che sogna terra, che strazia
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Bella lettera poetica, ma forse e purtroppo nemmeno la sua donna potrà aspettare a casa e nemmeno i figli di nessuno, perche di tutti e ovunque è la guerra, così come la morte.

Baci kat

il 18/03/2003 alle 21:46

sognamo che ci sia una ribellione, che ci siano milioni di ribellioni, che il soldato abbandoni il fucile e torni a casa, tra i figli e l'amore, lontano dalla guerra. aribaci,
mario

il 18/03/2003 alle 22:01