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Pubblicata il 26/10/2020
Colluvie strappateci come anni
in preda al moto dell’eternità;
profluvio divino, in cantici funesti
rendeteci prole dell’acqua.

la nitida badessa farà di noi
suoi discepoli, e brulicheremo
nel desiderio d’un mondo ideale,
sprovvisto d’un antitetico.

uggia e noia, spostatevi, fate largo
alla distesa immensa degli abissi
in burrasca, cavalcheremo
le onde in balia della nostra fine.

barricati in un mondo perfetto,
espandetevi, non darebbe pace
al nostro piccolo universo.
amiamoci mentre soffriamo

non c’è giorno senza notte,
e non esiste flusso senza queste
voglie estreme, dilatano
l’etere di villania mortale.
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