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Pubblicata il 10/10/2020
Che dire di questo porto di fronte
una piccola scena di vita
mi accendo valvole nella notte oscura
son le due di notte
io non ho paura di te, notte
anzi, scrivo
e scrivevo annotando silenzi, vertigini...
forse sto impazzendo
ma è un trasalir dell'anima in raccolta
che mi fa aprire
la porta invisibile dell'inconscio
verso l'inesprimibile
e l'impossibile
dove non arriva nessuno
a importunarmi
con richieste di amicizia, mestizia, ecc. ecc.
sto nella notte oscura
non ho affatto paura
di mettere la mia anima
al servizio delle parole.
la carta è molto paziente
disse qualcuno
qualcuno leggerà
queste righe di povertà e di speranza
questo lugubre sonetto
che s'alza
nonostante tutto e tutti
mi dicano di tacere.
tenetele per voi
le raccomandazioni
di stare calmi e buoni
sul fil dei giorni andati.
io,
preferisco i prati
dove si rotola il cagnasso
per liberar le pulci
dal suo corpo grasso.
i poeti? Chi?
son forse io poeta?
sono il pentatleta
dell'anima mia.
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