L’affogato tende le braccia
annaspa con le mani oltre la faccia
alla ricerca estrema di un po' d’aria
disperato che vuol fuggire la moria
cerca un appiglio solido per sollevarsi
al suo tristo destino vuol sottrarsi
e abbranca con la forza della disperazione
qualunque cosa è nel suo campo d’azione
trascinando con sé tutto ciò che tocca
nel tentativo di portar aria alla bocca.
questo comportamento così istintivo
che non ha nulla di riprovevole o nocivo
È paragonato alla tendenza dell’uomo perso
di traviare altri e di trascinarli verso
il suo stesso destino senza scampo
per non essere da solo in quel tetro campo
eppure qualche volta mi è capitato
e vi assicuro non me lo sarei aspettato
d’essere messa in guardia verso un disastro
proprio da chi vi affogava in modo sinistro
perché in fondo la bontà si può trovare
anche nel posto più crudele e amorale
dentro un’anima precipitata in un gorgo
che non ha la forza di sollevarsi dal fango
eppure conserva in cuore un po' di dignità
e si rifiuta, nonostante la sua realtà
di compiere un gesto così tanto cattivo
di trascinare un altro ignaro nel pericolo.
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