Messa in gabbia dal vapore
cinereo, attonita e stordita;
solo scatti mentali, continui.
il tempo non ha più un nome,
ma solo uno spazio, e le mura
imbrattate si restringono.
nulla è mai cambiato, e né
gli stessi pensieri, intermittenti.
prigioni mentali indissolubili.
È Agosto, ed il caldo appiccica
le mie Membra, frenetiche
d’un nuovo amore proliferante.
È Ottobre, la nuova stagione
è in anticipo, e s’annichilisce
il nuovo sentimento, marcio.
dicembre, il freddo non tarda
ad arrivare. L’unica consolazione
è cibandomi di nostalgia e vizi.
febbraio, un nuovo territorio
sembra essere stato scoperto,
e i confini sono oramai remoti.
È Aprile, la solitudine fiorisce
in un cantico che solo io odo,
e danzo, fra la nube purpurea.
È di nuovo Agosto, il caldo
appiccica la mia Mente schiava,
ed io ritorno già a viaggiare.
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