Abbracciata dal vento, soffice
m'accarezza e mi solleva
delicato; vola solo un grifone.
il freddo mi spoglia, e inerme
serro gli occhi, internata
dal verde e dalle sue costruzioni.
il soffio della Madre procreatrice
sigilla le mie orecchie, nulla
se non il canto della sua Prole.
il mare da lontano mi scruta,
i suoi colori s'accendono
in questa calorosa accettazione.
tacciono i gridi dei sofferenti,
le risate degli ipocriti, e la rabbia
degli alienati, inutili macchine.
solo la brezza fresca, e il mio
respiro, s'animano in sincronia
in un meraviglioso canto, mai nato.