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Pubblicata il 06/08/2020
Abbracciata dal vento, soffice
m'accarezza e mi solleva
delicato; vola solo un grifone.

il freddo mi spoglia, e inerme
serro gli occhi, internata
dal verde e dalle sue costruzioni.

il soffio della Madre procreatrice
sigilla le mie orecchie, nulla
se non il canto della sua Prole.

il mare da lontano mi scruta,
i suoi colori s'accendono
in questa calorosa accettazione.

tacciono i gridi dei sofferenti,
le risate degli ipocriti, e la rabbia
degli alienati, inutili macchine.

solo la brezza fresca, e il mio
respiro, s'animano in sincronia
in un meraviglioso canto, mai nato.
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piaciuta molto ,un saluto!

il 14/08/2020 alle 15:03

grazie eclisse, questa poesia nasce da un'esperienza, mi sono limitata a descrivere ciò che ho visto e ciò che ho sentito visitando questo monte, un pomeriggio d'Agosto!

il 16/08/2020 alle 09:46