E lei smuove l'etere e la brezza
fresca, d'estate è la notte e
le sue luci opache si dissolvono
in una città immortale, danza.
danzano le sue braccia leggiadre
come stessero barcollando; e
navigano nel più elegante oceano
in cui albergano le mie fantasticherie.
in questa stanza, quei lumi lontani
sono il seme procreatore d'ognuno
di questi occhi, immobili, in un campo
destinato ad essere unico spettatore.
sono miliardi, e nati solo per ammirare
il continuo e sistematico moto
della sua natura femminea.
e lei continua a danzare, venerea.
ma lei decise di danzare,
senza un richiamo, o un accenno.
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