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Pubblicata il 02/05/2020
L'avvilente ardore velante che
in un esanime notte invernale
giunge solo dai sovrumani riflessi;
è la sintesi del mio avvampare.

contrastano col rigido gelo,
col quale si fondono, incontrandosi.
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nonostante i tanti aggettivi arriva, eccome se arriva...bella

il 02/05/2020 alle 13:03

grazie ancora arturo

il 02/05/2020 alle 13:37

Nonostante (credo) un'attenta lettura non riesco a darle la giusta consecutio temporum: dipende forse da quel punto e virgola che conclude il terzo verso?... E chi sono i soggetti della seconda strofa?... Immagino "...l'avvilente ardore…" e "... il mio avvampare…" ma questo rende ancor più complicata, a me, la lettura… Ultima rottura di scatole: "... un esanime notte…" non vorrebbe l'apostrofo?... Scusa la pignoleria, ma anche così la tua poesia mi "acchiappa" molto! ;-)

il 02/05/2020 alle 18:14

guga l'apostrofo me lo sarò sicuramente scordato, chiedo venia. In ogni caso sì, per quel che riguarda la consecutio temporum le frasi sono tutte sullo stesso piano temporale, è qualcosa di imminente e appena constatato. In poche parole, un calore ardente giunge dalle tante riflessioni in una notte invernale. Per questo motivo vi è l'ossimoro (che non è altro che il protagonista della poesia) fra il calore che sperimento e il clima freddo di una notte d'inverno, i quali diventano un tutt'uno assieme ad ogni cosa presente nel testo. In poche parole nomi astratti e interminabili aggettivi si uniscono per descrivere il mio avvampare. Ecco perché ";è la sintesi del mio avvampare."

il 02/05/2020 alle 21:28

Una poesia fatta di suoni e di contrasti, la sintesi del nostro vivere e delle sue contraddizioni.

il 03/05/2020 alle 08:03