Residuali, nei margini,
come su filo di lama,
scaglie d'azzurro
filtrano sorprese
dalla pupilla.
il bagliore si perde
negli anfratti dell'iride.
già incalza il turbine,
impudico s'insinua,
penetra famelico
le viscere arrese.
si scuotono le membra,
la gola inarcata
esala graffi stridenti
tra i denti serrati.
gli occhi stralunati
s'acquietano,
lenta s'adagia la palpebra,
mentre dagli arti dischiusi
leggero fruscia un volo di passeri.
tutto tace ora, nel dolce gorgo
di un bacio
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