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Pubblicata il 30/03/2020
Residuali, nei margini, 
come su filo di lama,
scaglie d'azzurro 
filtrano sorprese 
dalla pupilla.
il bagliore si perde 
negli anfratti dell'iride.
già incalza il turbine, 
impudico s'insinua, 
penetra famelico
le viscere arrese.
si scuotono le membra,
la gola inarcata
esala graffi stridenti
tra i denti serrati.

gli occhi stralunati
s'acquietano,
lenta s'adagia la palpebra,
mentre dagli arti dischiusi 
leggero fruscia un volo di passeri.
tutto tace ora, nel dolce gorgo
di un bacio
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