Scomodamente seduto
Su di una
Scricchiolante sedia
Mi ritrovo immerso
In letture verdeggianti
Che prendendomi per mano
Mi conducono lontano
Dalla falsa moralità
Che instancabile lavoratrice
Come un ragno tesse tele
Come un'epidemia si espande
Ed intacca ed infetta
Quei paradisi artificiali
Ormai marci e corrotti
Fatti di travi e di bulloni
Fatti di sangue e di sudore
Vanto della civiltà moderna
La fioca e tenue fiamma
Di una gracile candela
Inonda l'intera stanza
Con luce soffusa
Accennata...tremula
Che assieme all'intenso odor
Dello scialbo incenso
Mi accompagna fedele
Nei miei viaggi mentali
Tu arrivi
Io faccio ritorno alla realtà
E dopo aver nutrito la mente
Mi appresto a cibar la carne
Come noi
Cera e cenere si uniscono
In un misterioso abbraccio
Passionale e senza amore
Che non sazia il mio cuore
Il quale è rimasto a digiuno
Da ormai troppo tempo