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Pubblicata il 22/02/2020
epitaffio

e li, fuggito come un airone
sulle ali bianche, le stanche membra
hai abbandonato lasciandomi
solo al mio ruggito, alla mia
inestinguibile rabbia.
ma questa è solo poesia, nonno,
questa è solo poesia.
È l'ultimo e più elegante trucchetto
dell'uomo. È il duomo più alto
mai costruito finora.
sei vestito di buio e sarai pasto
della terra: con mani conserte
il passo hai mosso verso le deserte
piane dove ogni oscuro granello
è un segreto. Non credo in niente,
solo il silenzio ha le risposte
che cerco nella mia mente,
scavando come un cane affamato
alla ricerca di un osso succulento.
e lento, inesorabile, il declino,
e l'abisso ha sempre le sue mascelle
spalancate come uno squalo insaziabile.
i poeti son bravi a nascondersi dietro
le parole, ma a quanto pare non sono
un buon poeta. Non so quale sia la meta
del mio scrivere se non ridere di me stesso
per non piangere della vita.
quindi è finita, è finita davvero.
cristo ti guarderà dall'alto del tabernacolo
mentre il prete allestirà il cenacolo
della morte.
e dovrò anche sentire la sua liturgia,
e sentire che siamo eterni mentre
sui tuoi occhi chiusi le palpebre
pesano come pietre, come sepolcri
inamovibili.
non siamo niente, niente.
siamo gente, forse, corse
di tram, voli e passeggiate,
pranzi e lavoro, per sopravvivere,
e solo per i più fortunati un'ora d'amore.
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Buon viaggio amico . Intrapresa questa strada non ti resta che aver fiducia delle parole. Ciao.

il 23/02/2020 alle 09:10