Rumore di passi quasi indistinto,
curvo l’orecchio per ascoltare,
forse qualcuno mi vuole cercare,
oppure è un uomo che va senza fretta
lento si fuma una sigaretta
mentre si perde nei suoi pensieri;
certo è cosi, or svaniscono i passi
dalla finestra neppure un sollazzo
ferme le foglie del vecchio limone.
Pace silente che viene violata
da due gattacci che lottan d’amore
le due di notte, non passan le ore,
click alla tele, che abbaglia la stanza
luce vivace contro i miei occhi
stanchi dal sonno che non arriva
prendo in cucina la camomilla
cerco il riposo ristoratore
che dolcemente fa correr le ore,
e mi trasporta nel mondo sognante
dove ora appare la valle incantata
tu mi sorridi felice e beata.
Ma quella sveglia perché trilla forte?
incenerendo la nuova esistenza,
or fischia il vento, che urla assai forte
e mi condanna alla sopravvivenza.
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