Dammi un cuore di marzapane che si possa sbriciolare a dismisura
nutrimi il petto di una fame che romba
una fame che rompa
la sua natura di fine
e doni senza finire mai
e scaldi senza spegnersi mai
la mia fiamma
non vorrebbe ma
trema come un ventre in una danza
come suono, sui muri della stanza
che vibrano
senza fermarsi mai
dammi un cuore di marzapane, una faccia di sale, l'amore del sole e zero parole
non saprei come comunicare con te se non spoglia
se non per voglia d'incontro, di te
e allora
dammi un cuore di marzapane che si possa regalare un po' a chiunque
senza lasciarmi quel vuoto che succhia al suo posto
quel sangue che mi sfugge dal polso
chi mi tocca mi rimuove
ed ho paura del mio traditore ardore che mi spinge
e poi scompare
così che di quel cuore non ho più niente da dare
e non ne rimane più per me.
dovrei allora trovare un modo
di donarmi senza vendermi,
di regalarmi senza esaurirmi
ma rimanere comunque autentica
donare comunque me
dammi allora un cuore di marzapane
che si autogeneri a dismisura
che non lasci il vuoto nella mia natura
ma che proliferi di voglia
d'incontro reale
senza più farmi questo male viscerale di tomba