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Pubblicata il 03/12/2019
Paziente mi attendi sul monte
e mi accogli, pensosa anche tu,
nel tuo ventre d’acqua sospesa
in minime sfere fluttuanti.

In alto addensi il tuo corpo
respiro di foglie e di terra,
fino a farti vestito e armatura
dei mille spasmodici impulsi
che porto con me sulla cima.

Mi parli d’estreme passioni,
paure ghiacciate e speranze solari
che declini, nei vortici lenti,
con voce sinuosa, polita dal tempo.

Fuori dal corpo ma dentro i sensi
pervadi, con lenta osmosi,
le vie sperdute dei timori
inespressi, degl’intimi sogni
che solo a te regalano accesso.

In te, finalmente, mi perdo
lasciando le scorie al passato
e salendo, nel tuo seno infinito
ritorno goccia d’acqua sospesa.
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4,4/5 meriti (13 voti)

Bellissima

il 03/12/2019 alle 13:18

Grazie amiche e amici, troppo gentili.

il 03/12/2019 alle 22:02

una buonissima musicalità con una bella chiusa

il 03/12/2019 alle 22:27

Tnx Art!

il 03/12/2019 alle 23:35

Molto bella

il 04/12/2019 alle 09:19

Sempre immenso Eriot!

il 04/12/2019 alle 09:38

Grazie Verde e Vit!

il 04/12/2019 alle 10:13

Affascinante lettura ! Grazie

il 06/12/2019 alle 04:52

Grazie Lara e Mal. Lara: l'ho riletta alla luce della tua osservazione. E' vero quello che dici, non ne ero consapevole. Forse mi sono rivolto alla nebbia come a una madre.

il 06/12/2019 alle 09:29

Pregnante.

il 08/12/2019 alle 17:51

Grazie Ben!

il 08/12/2019 alle 23:10