pranzo all’inferno
se mi ritroverai in una pozza
di vomito, affogando nei sogni,
esulta! Non ho preso una multa
né mi hanno ritirato la patente.
la gente di me non sa nulla,
tranne che sono strano,
un profano del viver bene
nelle pene del silenzio.
non preoccuparti quando
nell'alzarti vedrai sangue
fra le mie parole
e squallidi aborti
su un foglio bianco.
sono stanco di mentire,
di dire a tutti che va bene
questo azzurro niente.
voglio svanire nel sussurro
di una luna piena.
voglio poltrire nella serena
vendemmia di Ottobre,
quando coglieranno
rime e versi, cime e sguardi
persi nelle tenebre.
accarezza le mie vertebre
e cerca in esse le stonate
sinfonie della mia voce.
e un'atroce destino
e non lo consiglio a nessuno.
coniglio scuoiato, sanguinolento,
pronto alle tavole, effige
di favole e fumose illusioni.
domani pranzeremo all'inferno
e ci rincuoreremo con un sorso
di Stige.
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